
Associazioni industriali europee e sindacati hanno diffuso, nella settimana dal 19 al 26 ottobre 2026, una dichiarazione congiunta che chiede di estendere il più possibile il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) ai prodotti a valle.
L'appello è rivolto al Parlamento europeo, al Consiglio dell'UE e alla Commissione europea, impegnati in negoziati di trilogo sul dossier.
Tra i firmatari figurano EUROFER, EUROMETAL, la European Steel Tube Association (ESTA), EUROFORGE per le associazioni della forgiatura, EUNIRPA per i trasformatori di vergella, Europacable, European Aluminium ed EWRIS per le funi metalliche.
Il gruppo sostiene che un ambito CBAM più ampio sia necessario per proteggere dalle rilocalizzazioni di carbonio (carbon leakage) le filiere, gli investimenti e i posti di lavoro europei. A loro avviso, prodotti finiti e semilavorati da paesi terzi potrebbero continuare a entrare nell'UE senza costi di carbonio comparabili.
I firmatari prevedono che tale rischio aumenti con la graduale eliminazione delle quote di emissione gratuite dell'EU ETS.
Per gli esportatori di tubi, raccordi e flange verso l'UE, un perimetro CBAM più ampio potrebbe comportare costi di carbonio incorporato e obblighi di rendicontazione per i prodotti siderurgici a valle. L'ambito finale non è stato deciso ed è ancora oggetto di negoziato di trilogo.
Fonte: SteelOrbis
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